Reitia

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  Introduction to Foreshore and Underwater Archaeology 
 NAS Part I : Certificate in foreshore and underwater archaeology

Parco Archeologico di Baia - Pozzuoli ( Napoli ) 
28 - 30 aprile  2016


Sesta edizione dei  corsi della Nautical Archaeology Society ( Introduction to Foreshore and Underwater Archaeology and NAS Part I : Certificate in foreshore and underwater archaeology ) nelle acque del Parco Archeologico Sommerso di Baia a  Pozzuoli, Napoli. I corsi sono condotti  dai tutor di Reitia,  International Training Partner della  NAS,  punto di riferimento internazionale nella formazione in archeologia subacquea,  secondo standard didattici  validati a livello internazionale, accreditati dall’UNESCO e riconosciuti come  crediti universitari in molti paesi europei ed extraeuropei. I corsi si  svolgeranno secondo la tradizione e lo stile di Reitia( simulazione di diverse situazioni operative in reali ambienti archeologici ) nelle acque del Parco Archeologico Sommerso di Baia , area ad elevato valore storico-archeologico, con la collaborazione del CentroSub Campi Flegrei e prevedono l'apprendimento dei principi di base dell'archeologia subacquea con lo studio dei principali ambiti operativi e delle metodiche di rilevamento 2D/3D con gli standard della NAS e le indicazioni dell' Associazione Italiana Operatori Scientifici Subacquei ( AIOSS ) e dell'European Scientific Diving relative alle immersioni subacquee  condotte con finalità scientifiche.
 
I corsi sono autorizzati dalla Soprintendenza Archeologica della Campania.
 
 
  Introduction to Foreshore and Underwater Archaeology 
 NAS Part I : Certificate in foreshore and underwater archaeology

Ostuni ( Br )
22 - 25 giugno  2016


Prima edizione Pugliese  dei  corsi della Nautical Archaeology Society ( Introduction to Foreshore and Underwater Archaeology and NAS Part I : Certificate in foreshore and underwater archaeology )  in concomitanza con Pharos,  International Photo Festival for Archaeology and Cultural Heritage in programma ad Ostuni ( Br ) dal 22 al 26 giugno A breve i particolari....
 I corsi  sono autorizzati dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia 
 
 
 
 
LE ROTTE DEL MARMO
( Relitto  I di Marzamemi e di Capo Granitola )
Nel corso del 2014, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Ca' Foscari di Venezia in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia ( Soprintendente Sebastiano Tusa ), ha organizzato nelle acque siciliane due missioni di ricerca su relitti con carichi di marmi di età romana imperiale, nell’ambito del progetto Le rotte del marmo, iniziato nel 2007 da Carlo Beltrame nelle acque ioniche di Crotone e finalizzato allo studio dei sistemi di trasporto, via mare, del marmo attraverso l'indagine sistematica dei relitti del Mediterraneo ( con la collaborazione di Lorenzo Lazzarini, per l'identificazione dei marmi, e di Francesco Guerra, per il rilievo fotogrammetrico dello IUAV di Venezia ). Dopo lo studio dei due relitti indagati in Calabria (Relitto della Secca di Capo Bianco, rivelatosi settecentesco e non imperiale come ritenuto precedentemente e il Relitto D di Punta Scifo, carico, di oltre 340 tonnellate, di marmo perlopiù proconnesio del III secolo d.C.) , la Soprintendenza siciliana ha permesso e collaborato all'indagine dei relitti I di Marzamemi ( datato al III secolo d.C., indagato nel 1959 da Gerhard Kapitaen e da Pier Nicola Gargallo che avevano prodotto una prima pianta e formulato la datazione sulla base del ritrovamento di pochi frammenti di anfore ) e di Capo Granitola ( scoperto e studiato, nel 1976 da Gianfranco Purpura che, sulla base delle analisi di Lazzarini, aveva indicato una provenienza, per solo un paio di blocchi, dalle cave di Saraylar, nell'isola di Marmaracon una datazione indicativa per il III secolo d.C.). I relitti sono stati documentati con una metodica fotogrammetrica per nuvole di punti con il campionamento dei marmi.Alle indagini subacquee del 2014 hanno partecipato Nicolò Bruno, funzionario archeologo della Soprintendenza del Mare, Elisa Costa, Duilio Della Libera, Edoardo Pasotto e un team del laboratorio di fotogrammetria dello IUAV.I rilievi in 3D sono in corso di elaborazione ad opera dell'ingegnere navale Simone Parizzi per uno studio volto alla ricomposizione dell'assetto del carico e quindi alla formulazione di un'ipotesi dimensionale della nave che lo trasportava ( CB )

 
 
 
 
 

CENTRO DI FORMAZIONE PER LA DOCUMENTAZIONE SUBACQUEA
PARCO ARCHEOLOGICO DIDATTICO DEL LIVELET - REVINE  ( TV )

Reitia ADC ( Documentazioni per l’Archeologia Subacquea – Surveying Underwater Archaeology ) Training International Partner  della  Nautical  Archaeology  Society   (UK )  didattica di riferimento a livello internazionale   nell’ambito della formazione e istruzione in archeologia subacquea, in collaborazione con il Parco Archeologico Didattico del Livelt istituisce il Centro di Formazione per la Documentazione Subacquea (Underwater Survey Training Center / USTC  ) con didattica della Nautical Archaeology Society . Il Centro di Formazione per la Documentazione Subacquea con sede presso il Parco Archeologico del Livelet, Laghi di Revine nel cuore delle Prealpi Trevigiane vuole costituire un punto di riferimento formativo Veneto riconosciuto a livello internazionale. Le attività del Centro sono state inaugurate con l'organizzazione di due corsi che si sono svolti presso il Livelet dal 10 al 12 ottobre 2013: - “Introduction to Foreshore and Underwater Archaeology” - “NAS Part I : Certificate in foreshore and underwater archaeology”.  I corsi di formazione condotti secondo gli standard didattici  NAS validati a livello internazionale e accreditati dall’UNESCO,hanno avuto come obiettivo l’apprendimento  dei principi di base dell'archeologia subacquea  con lo  studio dei principali ambiti operativi e delle metodiche di rilevamento 2D/3D con simulazioni di diverse situazioni operative secondo gli standard della NAS.  

II° CAMPAGNA DI INDAGINI SOTTOMARINE UNIVE CA' FOSCARI - RELITTO LAPIDARIA SCIFO D ( KR )

Il relitto di Punta Scifo D rappresenta il più grande carico di marmi antichi del Mediterraneo (350 tonnellate di marmo bianco varietà proconnesia, proveniente dalla Turchia)  appartenenti a una nave affondata nel III secolo d.c. Il carico, ritrovato nella baia di Punta Scifo ( Kr )  in Calabria, era probabilmente destinato all’abbellimento di un grande edificio di una grande città dell’Impero romano del Mediterraneo occidentale, forse Roma. La campagna di indagini archeologiche sottomarine, condotta lo scorso giugno da una equipe diretta da Carlo Beltrame (Università Ca' Foscari di Venezia) e Salvatore Medaglia (Università della Calabria) e costituita da studenti dell’ateneo veneziano e da tecnici del gruppo Reitia di Conegliano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, guidata da Domenico Marino, ha permesso di portare alla conoscenza del mondo scientifico un giacimento, altrimenti sconosciuto, il cui ritrovamento si deve ad un sommozzatore locale, Luigi Cantafora, e su cui nel 1987 la soprintendenza promosse una prima campagna di ricerche.  Le analisi petrografiche e isotopiche compiute da Lorenzo Lazzarini dell'Università IUAV di Architettura di Venezia sui campioni prelevati nel corso delle ricerche subacquee hanno dimostrato che i materiali litici del relitto sono costituiti da marmo proconnesio di due diverse cave dell'isola di Marmara (Turchia, antica Proconneso). La ricostruzione delle dimensioni dell'imbarcazioni  portano ad una lunghezza di circa 40 m ed una larghezza di oltre 14 m che collocano questa nave tra le più grandi imbarcazioni del mondo antico. Il peso del carico è di circa 350 tonnellate che costituisce il massimo tonnellaggio conosciuto di un trasporto di marmi antichi e comunque uno dei massimi tonnellaggi di un relitto di nave del Mediterraneo antico. Ad oggi infatti si conosce solo un altro carico di blocchi litici dello stesso peso, ossia quello dell'Isola delle Correnti in Sicilia, i cui studi però risalgono al 1960.



BYZANTINE PERIOD SHIPWRECK NEAR CAPE STOBA ON THE ISLAND OF MJLET ( MELEDA ) HR


Croatian Conservation Institute's Department of Underwater Archaeology - Università Ca'Foscari Venezia. Settembre 2012. Scavo e documentazione  di un relitto bizantino mercantile del 10° secolo scoperto nel 1970 a est di Cape Stoba nell'isola di Mljet ( HR ) con un carico di ceramiche, oggetti in vetro e diverse tipologie di anfore. ( V. Zmaić, I. Miholjek :  Medieval Byzantine Shipwrecs in the Eastern Adriatic, SKYLLIS Jahrgang 11, 94-99 - 2011 . http://icua.hr/en/archaeologyprojects/113-bizantski-brodolom-u-blizini-rta-stoba-na-otoku-mljetu- )

PROGETTO PALAFITTE UNESCO


Prospezione subacquea del fiume Livenza in località Palù - ( Pn ) per la verifica e la documentazione dei livelli archeologici presenti.  

Reitia dal marzo 2012 diviene International Training Partner della Nautical Archaeological Society  (NAS ), importante organismo non governativo inglese che da un trentennio cura a livello internazionale attività di ricerca e formazione in archeologia subacquea.  La Nautical Archaeological Society ha affinato un completo  percorso di formazione, riconosciuto dall'UNESCO,  strutturato in cinque livelli e otto moduli  con standard di riferimento validati a livello accademico  internazionale, con il conferimento nel  2011 dell'importante riconoscimento  Archaeology Training Forum Training Award .
Nuovi corsi e nuove iniziative secondo la tradizione e lo stile di Reitia, condotti in località italiane a elevato valore storico-archeologico,  rivolti a studenti e laureati in archeologia subacquea o materie affini, a subacquei sportivi motivati, con la possibilità di compiere l'intero percorso formativo della NAS  sotto il diretto controllo dei Tutor NAS di Reitia con il rilascio delle certificazioni della Nautical Archaeological Society riconosciute internazionalmente a livello universitario.

Reitia a Fort Cumberland a Portsmouth, sede della Nautical Archaeology Society con Mark Beattie-Edwards, NAS Programme Director e lo staff dell'Office

Reitia al National Dive Centre di Stoney Cove, presso  Leicestershire  contea  delle Midlands Orientali dell'Inghilterra come Guest Tutors ai corsi NAS   Introduction to Foreshore and Underwater Archaeology  e NAS Part I / Certificate in foreshore and underwater archaeology

Reitia è iscritta all' Associazione Italiana Operatori Scientifici Subacquei ( AIOSS ) l'unica organizzazione italiana riconosciuta dall'European Scientific Diving Panel  (Marine Board dell'European Science Foundation), ente  che definisce gli standard per le immersioni subacquee  condotte con finalità scientifiche e  quelle degli  operatori scientifici subacquei.

PROGETTO PALAFITTE
Prehistoric Pile Dwellings around the Alps
Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino


Nell'ambito del Progetto Palafitte dell'UNESCO, Reitia sotto la Direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Gruppo Archeologico di Polcenigo (GR.A.PO) ha iniziato la prospezione subacquea del fiume Livenza in località Palù - Polcenigo Caneva ( Pn ) per la verifica e la documentazione dei livelli archeologici presenti. L'abitato palafitticolo di Palù di Livenza è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco dalla 35° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Parigi nel giugno 2011

 
 
 
 

Nuova veste editoriale per il sito Reitia.it a cura della sezione responsabile dello sviluppo tecnologico e culturale del gruppo. Vero e proprio house organ dell'organizzazione come importante momento di condivisione e di divulgazione delle principali attività svolte nel campo della ricerca, documentazione e didattica. Per scelta redazionale, a differenza di altri, le esperienze presentate derivano esclusivamente dall'attività del Gruppo. Testi e materiali iconografici costituiscono materiale originale, documentando, le attività descritte.  © ImagoGentis 2008-2011 ©

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